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Categoria: Auto motori e novità
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Era obiettivamente difficile trovare la formula giusta per ricordare un personaggio dalla statura sportiva e umana di Gino De Sanctis, senza eccedere nella retorica.

Il Gino De Sanctis Day del 18 ottobre, organizzato dal Club Amici di Vallelunga con il prezioso aiuto di Lucio e Raimondo, e la signorile ospitalità di Antonio Maglione, c’è riuscito in pieno. Niente pompose commemorazioni, niente discorsi ampollosi, ma semplicemente la ricreazione dell’atmosfera che si viveva a Via Arno a cavallo degli anni cinquanta-sessanta. Come? Intanto con le vetture, alcuni esemplari delle monoposto della casa Casa dei Tre Diamanti, il logo disegnato da Gianni Bulgari, e le due bellissime sport prototipo che hanno scritto tante pagine di gloria.

 

All’interno dei locali della CARMAG in Via degli Olmetti all’ingresso dei quali c’era proprio il “Sor Gino” , rappresentato in una veritiera silhouette, la …galleria dei grandi quadri con la carriera agonistica del pilota-costruttore originario di Manoppello, che è stato anche un gran manico, i suoi piloti, i suoi oggetti, tra cui alcuni tralicci portati da Massimo Lippi.

Insomma via…Arno, la casa dei tanti amici che si sono ritrovati per l’occasione. C’erano quasi tutti, con qualche capello in meno di colore grigio e qualche chilo in più, da Claudio Francisci, ultimo vincitore con la De Sanctis F3, a Gian Luigi Picchi, Marcello Gallo, Biagio Cammarone, che con le De Sanctis hanno vinto i Campionati di Formula 850 e Formula Ford, “Robertino” e Alberto Rastrelli che si sono passati il volante della sport prototipo, “Gero”, Natili, Elti, Biondolillo, Ciccozzi, Banti Thoroddsson venuto appositamente dall’Islanda, Gianni Bulgari che ha corso con le Giulietta e le SZ preparate dal “mago”, e ovviamente Antonio Maglione che nel 1959-60 ha conquistato i primi titoli con la monoposto romana romana, oltre ad aver infranto per primo la barriera del 100 km/h sul circuito di Vallelunga.

E non potevano mancare “Geki” Russo, “Tiger” con le gigantografie nell’office del Club, e Jonathan Williams , con il trofeo vinto al prestigioso Gran Premio Lotteria del 1966 oggi amorevolmente conservato da Lucio De Sanctis.

In parole povere è stata ricreato uno spaccato di Via Arno dove ci si è ritrovati con grande piacere., toccando con mano la grandezza del personaggio e del costruttore De Sanctis, che era tanto stimato dallo stesso Enzo Ferrari.